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Aggiornato: 6 min 59 sec fa

Concorso dirigenti scolastici, Nastasi: al CdS vittoria effimera. Sistema non ha garantito anonimato

1 ora 13 min fa

Parla di una vittoria effimera e si dice sicura o almeno fiduciosa che la sospensiva del Consiglio di Stato, che consente ai vincitori del concorso a dirigente scolastico di essere assunti con riserva, possa essere completamente ribaltata in fase di discussione del merito.

L’elaborato della prova scritta sostenuta da Pamela Nastasi, avvocata e professoressa, nonché motivatissima aspirante dirigente scolastica, per ora mancata dirigente essendo stata bocciata, è stato corretto da una sottocommissione che secondo quanto lei ora denuncia, “ha riportato un numero di ammessi all’orale prossimo al 10 per cento”.

E questa sarebbe una prima stranezza, di natura statistica, che indurrebbe dei dubbi, secondo lei e secondo tanti altri candidati non ammessi all’orale, sul concorso annullato dal Tar del Lazio con un’ordinanza che nei giorni successivi è stata sospesa dal Consiglio di Stato su ricorso del Miur, che che non ha condiviso evidentemente la fondatezza delle irregolarità riconosciute invece dai giudici amministrativi di primo grado.

Il Tar aveva ritenuto fondato solo uno degli undici motivi di ricorso, cioè la pretesa incompatibilità a vario titolo di alcuni commissari, con una decisione che aveva creato effetti negativi a cascata sulla validità di tutti gli elaborati.

Ora che il Consiglio di Stato ha fatto esplicitamente prevalere con la propria sospensiva l’interesse pubblico a portare a termine la procedura concorsuale per garantire alle migliaia di scuole prive di dirigente titolare di averne uno entro settembre, molti ricorrenti insistono proprio su questo punto: solo di questo si tratta, segnalano gli interessati. Si tratta secondo loro solo di esigenze di pubblico interesse, ma nella discussione del merito, che seguirà dopo la fase cautelare, “i giudici – precisa Pamela Nastasi – potranno finalmente entrare nel merito dei motivi che ci hanno spinti a promuovere tanti ricorsi amministrativi e pure esposti di natura penale”.

Perché la concessione di una mera sospensiva, fondata sulle sole ragioni di interesse pubblico, “non può in alcun modo destituire di fondamento le doglianze espresse nel merito dei ricorsi e ritenute meritevoli di accoglimento da parte del Tar, con sentenze coraggiose, storiche ed epocali”.

Professoressa Pamela Nastasi, lei dunque non si riferisce solo al motivo accolto in prima battuta dal Tar, ma anche agli altri motivi di ricorso rigettati dal Tar. È così?

“La sospensiva del Consiglio di Stato, nonostante gli entusiasmi, non è certo a favore dei colleghi che hanno superato il concorso. Il problema è che è stata data una lettura tutta favorevole a favore pieno dei nuovi dirigenti scolastici. È come se l’ordinanza del Consiglio avesse fortificato anche nel merito la loro posizione, cioè come se le censure nostre e quelle del Tar avessero perso consistenza. Ma se leggiamo il suo provvedimento, il Consiglio di Stato, in questa fase cautelare, ha premiato l’interesse pubblico, ma non ha pronunciato una parola sui motivi di merito. Non non si aggiunge nulla, cioè, sul merito dei ricorsi.

Nella fase cautelare i giudici si limitano a valutare il periculum in mora, e dunque l’urgenza di evitare danni causati da un provvedimento, e il fumus boni iuris.

“Ecco. Ma noi ci troviamo di fronte a un’ordinanza dove si tiene conto solo del periculum in mora, mentre manca la valutazione del fumus boni iuris, cioè della fondatezza dei diritti dei ricorrenti. Il fumus boni iuris è stato omesso”.

Ma chi può dire che questa non sia stata una decisione corretta?

“È un’ordinanza non esaustiva, perché i principi giuridici imporrebbero la valutazione di entrambe le questioni. Lasciamo stare se sia corretta o meno ma il fatto che la valutazione del fumus boni iuris sia stata omessa è indicativa, è significativa. È una pronuncia indicativa del fatto che ci si trovi di fronte a una vittoria temporanea. Ha prevalso una ragion di Stato per evitare il caos prodotto nelle scuole dalle eventuali e ulteriori reggenze cui si aggiungono i pensionamenti. Questa esigenza ha portato il Consiglio di Stato a fare la scelta”.

Bisogna intanto ricordare quanto sancito dal Tar, che ha ritenuto fondato un solo motivo su undici proposti.

“Il Tar, per quanto quanto concerne il merito, ha deciso sull’incompatibilità di alcuni commissari, ma ha rigettato gli altri motivi e non è detto che al Consiglio di Stato ora non siano ulteriormente valutati. Infatti l’avvocato Marone, che ha promosso il ricorso vinto al Tar, poi sospeso dal Consiglio di Stato, ha ora proposto appello incidentale impugnando la sentenza del Tar nella parte in cui il giudice di primo grado non aveva accolto gli altri motivi. Motivi che sono ben più gravi rispetto a quello accolto, si pensi a quello relativo alla violazione dell’anonimato, che avevano attratto l’attenzione del Tar. Ma siccome il Tar ha poi individuato un altro motivo – quello relativo all’incompatibilità di alcuni commissari – già provato documentalmente nella sua fondatezza, ha scelto di annullare il concorso su quel motivo senza disperdere le proprie energie in perizie che avrebbero allungato i tempi di definizione del procedimento. Dunque, se quest’ultimo motivo dovesse venir meno, rimarrebbero gli altri motivi. Peraltro, sono al Tar centinaia di ricorsi con motivi diversi e nei prossimi giorni ci saranno altre ordinanze del Tar, io non posso svelarne i motivi, e che avrebbero effetti a cascata, come avrebbe effetto a cascata il motivo relativo all’anonimato”.

Abbia pazienza, però nessuno può dire che i commissari abbiano violato l’anonimato e che grazie a questo siano stati favoriti alcuni candidati.

“Nella procedura amministrativa non è necessaria la prova dell’avvenuta violazione dell’anonimato, è sufficiente che potenzialmente potesse essere violata. E in una procedura informatica l’anonimato non è garantito. Abbiamo la perizia di un ingegnere informatico di come avvengono certe cose e non abbiamo ricevuto la prova contraria che questo rischio non ci fosse, che il sistema garantisse al cento per cento che non si verificassero problemi di violazione dell’anonimato. Il problema è questo: non abbiamo la prova contraria che non potesse capitare. Ci dovevano fornire il nome dei programmi utilizzati, i sistemi di protezione”.

Magari bastava chiedere.

“Abbiamo chiesto al Tar la perizia informatica, ma siccome ha trovato un altro motivo per annullare il concorso, il Tar ha evitato di affrontare la questione…”.

E non è detto – par capire dalle sue argomentazioni – che ora non lo faccia il Consiglio di Stato in sede di discussione del merito. È così?

“È così. Ma aggiungo che sarà anche il Tar a farlo negli altri ricorsi ancora pendenti. Tornando all’anonimato vorrei ricordare il caso Sardegna. In Sardegna la prova venne rinviata per maltempo e quindi i candidati conoscevano due mesi prima il quadro di riferimento della prova, che viene svelato poco prima della medesima. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’enorme disparità di trattamento, che è un altro dei motivi di ricorso. I colleghi sardi sono stati avvantaggiati anche se noi non siamo stati danneggiati da questo, perché non abbiamo superato la prova. Ma è un fatto oggettivo che è avvenuto e il Miur non si è preoccupato di evitare questa cosa. Loro lo hanno superato per il 60 per cento dei candidati, il dato più alto in Italia, contro il 20/25 per cento del Sud. I colleghi sardi hanno avuto un incipit e un quadro di riferimento uguale e quindi i commissari sapevano che gli elaborati provenivano dalla Sardegna. Del resto i quesiti non potevano essere uguali ai nostri. Questa è secondo noi una violazione dell’anonimato”.

Veniamo ai dubbi di natura per così dire statistica. Stanno circolando dei grafici relativi agli esiti delle prove che intenderebbero mettere in evidenza

“In diverse sottocommissioni sono stati bocciati il 90 per cento dei candidati, in altre indatinsono completamente diversi. Ci sono delle disparità di trattamento la cui causa non è a noi nota”.

Si fa presto a parlare di disparità di trattamento. Le disparità di trattamento vanno dimostrate.

“Intanto segnalo che secondo le leggi statistiche una tale differenza non potrebbe verificarsi”.

Non è che i quesiti erano particolarmente difficili e non alla portata di tutti. Di che cosa si trattava?

“Erano dei quesiti di legislazione scolastica relativi alle azioni del dirigente scolastico, da mettere in pratica in un determinato momento e da collegare a una normativa precisa. Mi consenta di dire che per me che conosco direttamente la legislazione scolastica e che faccio l’avvocato da anni quei quesiti erano molto facili”.

Vi siete rivolti al giudice amministrativo ma anche alla Procura penale, come emerge da tante prese di posizione.

“Abbiamo fatto esposti penali che sono già iscritti alla procura di Roma che ha aperto le indagini. Ci sono vari esposti di singoli e di piccoli gruppi. Io ho partecipato a due esposti di due legali su censure diverse”.

Come finirà, secondo lei?

“Spero che non finisca come in altri concorsi che non hanno fatto raggiungere l’obiettivo, quando gli interventi politici hanno salvato gli idonei. Se oggi gli idonei sono stati ammessi con riserva, è possibile che domani il Consiglio di Stato possa ribaltare la situazione. Noi speriamo che non ci siano degli interventi normativi a favore degli idonei senza che al contempo venga considerata la posizione dei ricorrenti. È già successo nel 2004. Auspico che le nostre ragioni fondate possano trovare fondamento e possano essere fatte valere nei Tribunali. Attenzione, quindi, a quanto presto potrà emergere dai giudizi pronti alla trattazione ed attenzione, quindi, a quanto potrà nel frattempo essere aggiunto.

Mai, dal 27 marzo 2019, i candidati esclusi dalla prova orale hanno smesso di ricercare e di individuare elementi di illegittimità nella procedura, avendo anche atteso pazientemente gli inspiegabili 52 giorni dallo scioglimento dell’anonimato per ricevere copia dei propri elaborati. Sono tante e tali le ragioni che si sono fatte e che si faranno valere in giudizio, che oggi nessuno può sentirsi scoraggiato da una mera sospensiva, concessa sul solo dato dell’interesse pubblico ritenuto preminente.

Mi sento di essere portavoce in questo momento dell’effettiva volontà della maggior parte dei ricorrenti, affermando che l’annullamento del concorso è la corretta sanzione da applicare a fronte delle innumerevoli illegittimità rilevate. Siamo consapevoli di essere in possesso di prove determinanti, di elementi in grado di suffragare le nostre ragioni e certi di non arrenderci a fronte di un’esigenza cautelare manifestata come prioritaria, ma scevra dall’analisi di un merito, che difficilmente potrà risultare nel proseguo immeritevole di accoglimento. In esatta contrapposizione rispetto ai diversi comunicati sindacali letti in queste ore, mi sento di dire che il testo delle ordinanze cautelari mantiene ferma la forza e la validità delle sentenze di annullamento sospese”.

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Graduatorie di istituto, aggiornamento prima fascia: dalla scelta delle scuole alle definitive. Tempistica

1 ora 16 min fa

Vediamo la tempistica che condurrà alla pubblicazione delle graduatorie di I fascia definitive.

Modello B

Il modello B di scelta delle scuole, tramite il quale ci si inserisce nella I fascia delle graduatorie di Istituto, va inoltrato telematicamente, tramite il portale Istanze Online, dal 15 al 29 luglio 2019 entro le ore 14.00.

Pubblicazione graduatorie

La pubblicazione delle graduatorie di istituto di I fascia provvisorie, secondo quanto indicato dal  Miur ai sindacati, è prevista entro il 20 agosto 2019, mentre quella delle definitive entro il 31 agosto 2019.

Operazioni e tempistica

Alla luce di quanto detto sopra, le operazioni da svolgere e la relativa tempistica sono le seguenti:

  • scelta scuole dal 15 al 29 luglio;
  • pubblicazione graduatorie di istituto di prima fascia provvisorie entro il 20 agosto;
  • pubblicazione graduatorie di istituto di prima fascia definitive entro il 31 agosto.

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PAS: precedenza a docenti con nessuna abilitazione e chi ha sospeso frequenza

1 ora 30 min fa
Tutti i docenti con requisiti potranno frequentare il PAS

Il PAS – Percorso Abilitativo Straordinario – è una misura unica, sarà attivata solo una volta, entro il 2019. Tuttavia le Università, per dare la possibilità a tutti i docenti con i requisiti di accedere, potranno organizzare la didattica in più cicli.

Ci sarà un apposito decreto con il quale si stabilirà numero di partecipanti per regione e Ateneo.

Requisiti di accesso al PAS

3 anni di servizio negli ultimi otto (quindi entro 2018/19), svolti indifferentemente nella scuola statale, paritaria, nei centri di formazione relativamente ai corsi per l’obbligo scolastico. Non serve l’anno di servizio specifico

Ordine di accesso

Vi sarà un ordine minimo di accesso

Qualora le richieste dei docenti siano superiori alla effettiva disponibilità dell’Ateneo, avrà diritto all’accesso con precedenza il docente che non ha nessuna abilitazione rispetto a chi chiede una ulteriore abilitazione. Avranno precedenza anche docenti che hanno sospeso la frequenza di precedenti corsi di abilitazione per malattia o maternità.

Il PAS è a pagamento

Ricordiamo che trattandosi di un corso universitario i costi della frequenza sono a carico dei docenti che richiederanno di partecipare.

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Ricorsi al Tar, reclami, accesso agli atti da parte dei Genitori. Cosa sono e documenti da tenere in ordine

1 ora 39 min fa

Al riguardo ricordiamo la corretta procedura da seguire, nel caso sia  di ricorsi che di reclami.

Accesso agli atti

Il primo passo da compiere, qualora si ritengano  non corretti gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato, è la richiesta di accesso agli atti.

La richiesta va inoltrata alla Scuola ed compito della segreteria estrarre copia dei documenti richiesti, previa verifica della fondatezza della richiesta ai sensi della legge n. 241/90 e secondo le modalità indicate nel D.P.R. n. 184/06.

L’accesso agli atti può avvenire informalmente, qualora gli stessi riguardino il solo alunno interessato, mentre deve avvenire formalmente nel caso in cui vi sia un contro-interessato.

Ricorsi

Considerato che gli atti riguardanti la valutazione degli alunni, posti in essere dagli organi collegiali della scuola e dalle commissioni d’esame, sono atti definitivi, i ricorsi vanno presentati al TAR o al Presidente della Repubblica. L’impugnazione dei suddetti atti deve avvenire entro 60 giorni, qualora si decida di ricorrere al TAR oppure entro 120 giorni, nel caso in cui si decida di porre in essere un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

I 60 giorni, per il ricorso al TAR, e i 120 giorni, per il ricorso al Presidente della Repubblica, decorrono dalla data di pubblicazione degli esiti degli scrutini o degli esami.

Reclami

I reclami contro gli esiti degli scrutini e degli esami devono essere presentati al dirigente scolastico, che è il responsabile del’atto conclusivo del procedimento.

Il dirigente, ricevuto e vagliato il reclamo, o lo accoglie il reclamo stesso o lo archivia. Nel primo caso, il DS invita l’organo collegiale a rivedere e correggere le anomalie riscontrate.

Il dirigente scolastico, sia nel caso di accoglimento che nel caso di archiviazione del reclamo, deve concludere il procedimento con atto espresso, ai sensi dell’articolo 2 comma 1 della legge 241/90.

Nel caso di reclamo avverso gli esiti degli esami di Stato conclusivi del II ciclo di Istruzione, laddove si ritenga necessaria una riconvocazione della commissione d’esame, il reclamo deve essere inviato dal dirigente scolastico all’USR di competenza.

In caso di contenzioso, l’Avvocatura dello Stato richiederà alla scuola deduzioni e atti necessari alla difesa.

I documenti dovranno essere accompagnati da una relazione del dirigente scolastico o del presidente della commissione d’esame, relazione che dovrà contenere informazioni e precisazioni in merito agli atti contestati. E’ bene indicare nella nota di accompagnamento alla documentazione sia il nominativo dell’Avvocato dello Stato designato sia il numero di contenzioso assegnato.

L’USR Toscana, intervenuto sulla questione ha pubblicato una tabella riportante, a titolo esemplificativo, i principali documenti che devono essere particolarmente curati per una buona gestione dei relativi processi e che devono essere trasmessi all’Avvocatura dello Stato nel caso venga proposto ricorso al TAR:


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Graduatorie di Istituto I fascia, elenco sostegno secondo grado: soppresse aree disciplinari, sarà unico

1 ora 40 min fa

Gli elenchi di sostegno della scuola secondaria di secondo grado, a decorrere dal presente aggiornamento, non saranno più suddivisi per aree disciplinari ma sarà unico.

Aggiornamento I fascia

Il modello B di scelta delle scuole, tramite il quale ci si inserisce nella I fascia delle graduatorie di Istituto, va inoltrato telematicamente, tramite il portale Istanze Online, dal 15 al 29 luglio 2019 entro le ore 14.00.

Qui le info per la scelta delle scuole

Elenco sostegno scuola secondaria di secondo grado

Per la scuola secondaria di secondo grado, come detto sopra, verrà costituito un unico elenco di sostegno, senza la suddivisione in aree disciplinari.

Così leggiamo nell’articolo 9bis, comma 4, del DM 374/2019:

La costituzione degli elenchi di sostegno delle istituzioni scolastiche avviene secondo le specifiche disposizioni impartite all’art.6 del Regolamento, con eccezione delle disposizioni relative alla formazione degli elenchi di sostegno nelle scuole secondarie di secondo grado, che, ai sensi dell’art. 15, commi 3-bis e 3-ter del decreto Legge n.104/2013 convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2013, n. 128, vengono costituiti in unico elenco, senza alcuna suddivisione in aree disciplinari, anche relativamente alla prima fascia.

La citata legge n.128/2013 così dispone:

3bis. Anche per le finalita’ di cui ai commi 2 e 3, le aree scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica professionale artistica (AD03) e psicomotoria (AD04) di cui all’articolo 13, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e all’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione n. 78 del 23 marzo 1997, sono unificate. Al citato comma 5 dell’articolo 13 della legge n. 104 del 1992, le parole: «, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato» sono soppresse. Le suddette aree disciplinari continuano ad essere utilizzate per le graduatorie di cui all’articolo 401 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e per i docenti inseriti negli elenchi tratti dalle graduatorie di merito delle procedure concorsuali bandite antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

3ter.  All’atto dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, ad esclusione della prima fascia da effettuare in relazione al triennio 2014/2015-2016/2017, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, e successive modificazioni, le aree di cui al comma 3-bis del presente articolo, per le predette graduatorie, sono unificate. Gli elenchi relativi alle graduatorie di istituto di prima fascia e alle graduatorie provinciali, a meno che non siano esauriti all’atto dell’aggiornamento da effettuare in relazione al triennio 2014/2015-2016/2017, sono unificati all’atto dell’aggiornamento per il successivo triennio 2017/2018-2019/2020. Gli aspiranti, muniti del titolo di specializzazione, sono collocati in un unico elenco e graduati secondo i rispettivi punteggi e rispettando la divisione in fasce delle predette graduatorie. )). 

Le aree disciplinari, dunque, sono soppresse, come si legge nel sopra riportato comma 3bis, e gli elenchi di sostegno delle graduatorie di istituto e delle graduatorie ad esaurimento sono unificati all’atto dell’aggiornamento 2017-20, prorogato poi (aggiungiamo noi) al 2019/22 dal Decreto Legge n. 210/2015, convertito in legge 25 febbraio 2016 n. 21.

Alla luce di quanto detto sopra, anche per gli insegnamenti della scuola secondaria di II grado, è compilato un unico elenco relativo al sostegno, come avviene già per gli altri gradi di istruzione.

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Quando andrò in pensione con 40, 22 e 7 anni di contributi: le alternative

1 ora 42 min fa
  1. La mia situazione è questa: compirò 64 anni a novembre 2019, il mio servizio è di 40 anni e 4 mesi a ottobre 2019. Quando potrò andare in pensione?
  2. salve a settembre 2019 compio 64 anni e ho 22 anni di contributi , c e qualche norma alla quale posso fare riferimento x andare in pensione,visto che lavoro attualmente saltuariamente con reddito no superiore annuo a 5000 euro,grazie
  3. Mia moglie ha 7anni di contributi dal 1973 al 1979,attualmente ha 63anni ,le spettano a 67 anni la pensione?
Quando andrò in pensione?

1)Può accedere alla quota 100 fin da subito poichè la misura richiede almeno 62 anni di età unitamente ad almeno 38 anni di contributi. Può presentare domanda di pensione quando lo desidera.

2)Le uniche possibilità di pensionamento subito sono con la pensione anticipata contributiva e con l’ape volontario. La pensione di vecchiaia contributiva richiede 64 anni di età unitamente ad almeno 20 anni di contributi a patto che la contribuzione sia stata versata dopo il 31 dicembre 1995. Se ha contribuzione prima del 1996 non può accedere a questa misura previdenziale. L’altra alternativa è rappresentata dall’Ape volontario che richiede almeno 63 anni di età ed almeno 20 anni di contributi. Per maggiori informazioni può leggere: In pensione con l’Ape volontario.

3) Purtroppo non spetta la pensione a 67 anni se non si è in possesso di almeno 20 anni di contributi. Sua moglie non può sperare neanche nella pensione a 71 anni con 5 anni di contributi poichè ha contribuzione versata prima del 1 gennaio 1996. Mi duole dirle, quindi, che al compimento dei 67 anni a sua moglie non spetterà alcuna pensione previdenziale.

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Necessaria una maggiore presenza di docenti maschi. Lettera

1 ora 58 min fa

Ci si pone d’obbligo una domanda.

Dov’è la parità dei sessi nella scuola italiana? Perché c’è un’eccessiva presenza delle donne nella scuola italiana? La professione docente non è adatta agli uomini per gli stipendi bassi? Nelle altre professioni, nella politica si sono inserite le quote blu e le quote rosa al 50%, nella scuola questo ancora non è ancora avvenuto? C’è bisogno per ragioni pedagogiche di una maggiore presenza degli uomini nel settore istruzione e favorire quella “benedetta” parità di genere, altrimenti c’è solo uno sbilanciamento. La presenza maschile nelle classi favorisce un più giusto equilibrio tra insegnamento e apprendimento mentre la figura dell’uomo è vista dagli occhi dell’alunno con più autorevolezza.

A sua volta la figura della donna nella scuola è fondamentale ma occorre privilegiare un certo equilibrio all’interno delle aule delle docenti e dei docenti. La donna con la sua personalità materna svolge un ruolo protettivo nei confronti degli alunni e gli stessi sembrano quasi vivere all’interno delle mura scolastiche in maniera ovattata e materna. A sollevare la problematica è stata, alcuni anni fa l’antropologa Ida Magli, che ha lanciato l’allarme sull’eccessiva femminilizzazione del mondo della scuola con una percentuale media di donne tra le aule scolastiche che si aggira sull’85%: un dato altissimo nella scuola dell’infanzia dove oltre il 90% del personale è donna, per proseguire nella scuola primaria e secondaria di I grado dove la percentuale di donne è superiore all’80% e di poco inferiore nella scuola secondaria di II grado, in cui la presenza maschile è un poco più alta rispetto agli altri cicli di istruzione.

Dall’età neonatale a tutta la prima infanzia i bambini vengono lasciati nei nidi e negli asili per la maggior parte del giorno dove il personale che li assiste è tutto femminile. Per tutto il ciclo scolastico poi il predominio del personale insegnante femminile impedisce ai maschi il contatto con una personalità maschile con la quale identificarsi, nella quale credere; ma soprattutto impedisce lo sviluppo del tipo di pensiero maschile, rivolto alla profondità e all’analisi in modo molto diverso da quello femminile. Abbiamo assistito ad una battaglia politica e culturale che ha determinato la parità di genere tra uomo e donna che nella società vantano gli stessi diritti e allora questi uguali diritti di fronte alla legge dove sono nel mondo della scuola? Non esistono affatto a causa della predominanza del genere femminile in quasi tutti i cicli d’istruzione.

Non si vuole fare una discriminazione, ma definire bene il pari ruolo dei docenti di ambedue i sessi, perché i bambini, gli adolescenti, i giovani devono apprendere sia dalla donna che dall’uomo, perché i due generi hanno idee, sentimenti, sensazioni, emozioni, saperi diversi uno dall’altro e gli studenti devono apprendere dall’uno e dall’altro sesso. Le donne, dunque più istruite, ma compensate da una significativa presenza maschile nelle aule. Sarebbe giusto pedagogicamente? Che ne pensate?

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Concorsi docenti d’infanzia e nido a Roma: rinvio del calendario d’esame

Mar, 16/07/2019 - 21:19

1. procedura selettiva pubblica, per titoli ed esami, finalizzata alla formazione di una graduatoria valida per la stipula
di contratti di lavoro a tempo determinato per le supplenze presso le scuole dell’infanzia di Roma Capitale e per assunzioni a tempo
indeterminato ai sensi dell’art. 1, comma 228-quater della legge n. 208 del 28 dicembre 2015;

2. procedura selettiva pubblica, per titoli ed esami, finalizzata alla formazione di una graduatoria valida per la stipula
di contratti di lavoro a tempo determinato per le supplenze presso gli asili nido di Roma Capitale e per assunzioni a tempo
indeterminato ai sensi dell’art. 1, comma 228-quater della legge n. 208 del 28 dicembre 2015.

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Carbonaro (M5S), approvata dalla Camera legge sostegno alla lettura

Mar, 16/07/2019 - 21:07
Il provvedimento interviene su vari fronti, ad esempio sostenendo le librerie, spesso penalizzate dalle politiche di marketing aggressive delle grandi catene. Andiamo loro incontro introducendo un tetto massimo di sconti del 5% e mettendo quindi un argine alla tendenza negativa degli ultimi anni, che hanno già visto oltre 2000 piccole librerie costrette a chiudere”. Lo dichiara Alessandra Carbonaro, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura e relatrice della proposta di legge da poco approvata a Montecitorio. “Con il contributo del MoVimento 5 Stelle il testo è migliorato ulteriormente: in particolare”, prosegue Carbonaro, “abbiamo introdotto nuove agevolazioni fiscali per le librerie, aumentando le risorse per il tax credit, e la ‘Carta Cultura’, che potrà essere utilizzata dalle famiglie con figli minori di 18 anni in situazione di difficoltà economica per acquistare prodotti culturali”. “Inoltre, promuovendo i Patti per la Lettura che dovranno essere realizzati dei Comuni, gettiamo le basi per una rinascita culturale dei territori attorno a questa meravigliosa pratica. Altra novità è quella che dà a questi Comuni la possibilità di competere ogni anno per diventare Capitale Italiana del Libro, mettendo in campo iniziative creative”. “Grazie a questa legge l’Italia avrà una nuova ancora di salvataggio contro la povertà educativa e uno strumento in più per rafforzare senso civile e di comunità”, conclude la portavoce.

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Manovra antisoffocamento, pronto ddl su formazione obbligatoria a scuola

Mar, 16/07/2019 - 20:59

Il testo punta ad introdurre una formazione di pronto intervento, relativamente alle manovre di disostruzione, con particolare riferimento alla manovra di Heimlich, che costituisce un’efficace misura per risolvere in modo rapido molti casi di soffocamento.

Si tratta di “un provvedimento importantissimo per assicurare la tutela della salute degli alunni delle scuole dell’infanzia – precisa il Sileri – e che mi auguro venga approvato presto”.

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Ecco cosa accadrà a settembre. Lettera

Mar, 16/07/2019 - 19:44

Tuttavia i posti non assegnati con i trasferimenti saranno assegnati tutti con l’assegnazione provvisoria e con l’utilizzazione sul sostegno per gli specializzati.

Quindi le supplenze si attestano sotto le 200 mila e quindi altro che regolare avvio dell’anno scolastico come afferma il ministro Bussetti.

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Convitti INPS: bandi e modalità di partecipazione

Mar, 16/07/2019 - 19:25

Sono stati pubblicati i bandi di concorso Convitti Nazionali a.s. 2019-2020 e Convitti Strutture di proprietà INPS a.s. 2019-2020 per l’ospitalità residenziale e diurna.

Il bando Convitti Nazionali è rivolto a studenti di scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo grado, figli o orfani ed equiparati di:

  • iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;
  • iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale;
  • iscritti al Fondo IPOST.

Al bando Convitti presso le Strutture di proprietà dell’INPS possono partecipare studenti di scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo grado, figli o orfani ed equiparati di:

  • iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

Nei limiti dei posti residui al 20 agosto 2019, possono partecipare anche i figli o orfani ed equiparati di:

  • lavoratori o di pensionati del settore privato;
  • disoccupati o inoccupati;
  • dipendenti o pensionati del settore pubblico non iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e non utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

La domanda di partecipazione al bando Convitti presso le strutture di proprietà dell’INPS deve essere presentata attraverso il servizio “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati”.

La domanda di partecipazione al bando Convitti Nazionali, invece, deve essere presentata utilizzando il servizio “Domande welfare in un click”.

La scelta del convitto dovrà essere indicata successivamente alla pubblicazione della graduatoria dei vincitori del contributo.

La domanda per entrambi i bandi di concorso deve essere trasmessa dal titolare dalle 12.00 del 8 luglio fino alle 12.00 del 25 luglio 2019.

Per quanto riguarda il bando di concorso Convitti Strutture di proprietà Inps a.s. 2019-2020, la domanda deve essere presentata dal soggetto richiedente la prestazione digitando “Ammissione ai convitti” nello spazio di ricerca sul sito www.inps.it, successivamente cliccando su “Accedi al servizio” in alto a destra nella pagina della presentazione.

Accedendo all’area riservata, il richiedente, tramite codice fiscale e PIN, può effettuare le successive scelte: per aree tematiche – attività sociali o, in alternativa, per ordine alfabetico o, in alternativa, per tipologia di servizio – domande – Convitti – domanda.

Selezionando la voce “Inserisci domanda”, sarà visualizzato il modulo da compilare, in cui compaiono già i dati identificativi del soggetto richiedente.

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Graduatorie d’istituto I fascia: quali scuole possono essere scelte

Mar, 16/07/2019 - 19:14
Applicazione ministeriale La scelta delle sedi

Le istituzioni scolastiche a cui inviare i modelli di domanda e/o il modello B di scelta delle istituzioni scolastiche possono essere:

– circoli didattici (terzo e quarto carattere uguali a EE);
– istituti comprensivi (terzo e quarto carattere uguali a IC);
– istituti d’istruzione secondaria di primo grado (terzo e quarto carattere uguali a MM);
– istituti d’istruzione secondaria superiore (terzo e quarto carattere uguali a IS);
– istituzioni educative (terzo e quarto carattere uguali a VC per i convitti e VE per gli educandati);
– istituti d’istruzione secondaria di secondo grado (terzo e quarto carattere diversi dai precedenti).

Non possono essere espresse succursali, sedi coordinate, sezioni associate. I codici esprimibili sono rappresentati dalle sedi principali (ottavo e nono carattere uguali a ’00’).

Tutte le sedi esprimibili sono comunque fornite in risposta dall’applicazione “sedi esprimibili”. I codici non presenti non possono essere espressi.

L’applicazione per la scelta delle sedi consente anche di visualizzare il dettaglio degli istituti superiori, al solo fine di conoscere la natura di ciascuna scuola componente l’istituto principale. Si precisa pertanto che le suddette scuole di dettaglio rimangono comunque non esprimibili in quanto non sono sede di segreteria.

L’aspirante può richiedere un massimo di 20 istituzioni scolastiche, appartenenti alla medesima provincia, con il limite, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, di 10 istituzioni di cui, al massimo, 2 circoli didattici.

Nell’ambito del numero delle scuole prescelte per l’inclusione nelle graduatorie di scuola dell’infanzia e primaria, gli aspiranti possono richiedere, secondo le apposite modalità previste nel Modello B, un massimo di 7 istituzioni scolastiche, col limite di 2 circoli didattici, in cui essere chiamati con priorità, con le particolari e celeri modalità d’interpello nei casi di supplenze brevi sino a 10 giorni.

Secondo quanto previsto dall’art. 6 comma 2 del presente DM, l’aspirante può derogare al limite dei 2 circoli didattici nei casi in cui la provincia interessata figuri fra quelle che hanno disposto in tal senso, consultando, a tal fine, l’apposito elenco.

Occorre, inoltre, precisare quanto segue:

  • Per la scuola dell’infanzia devono essere indicati circoli didattici e istituti comprensivi.
  • Per la scuola primaria devono essere indicati circoli didattici e istituti comprensivi.
  • Per la scuola secondaria di primo grado devono essere indicati istituti d’istruzione secondaria di primo grado e istituti comprensivi, sempre utilizzando i codici previsti per la figura del dirigente scolastico. Non si possono pertanto indicare le sezioni associate.
  • Per la scuola secondaria di secondo grado devono essere indicati istituti d’istruzione secondaria di secondo grado e istituti d’istruzione superiore, anche in questo caso utilizzando i codici previsti per la figura del dirigente scolastico. Pertanto, anche in questo caso, non si possono indicare le sezioni associate.
  • Per il personale educativo devono essere indicate le istituzioni educative (convitti ed educandati).
  • Per le scuole carcerarie occorre indicare la sede amministrativa del centro territoriale e non il centro territoriale.

Si sottolinea che i codici delle istituzioni scolastiche suddette sono esprimibili ai fini delle supplenze anche nel caso in cui compaia, nei Bollettini Ufficiali delle scuole statali, la dicitura “non esprimibile dal personale docente” o “esprimibile dal personale A.T.A. e dal personale dirigente scolastico”.

Si precisa, infine, che gli istituti omnicomprensivi, elencati in allegato alla nota di introduzione ai Bollettini medesimi, sono costituiti di due codici meccanografici: uno relativo ad insegnamenti di scuola dell’infanzia e/o primaria e/o secondaria di primo grado e l’altro relativo ad insegnamenti di scuola secondaria di secondo grado. Ai fini delle supplenze, se si desiderano insegnamenti presenti su entrambi gli istituti, devono essere indicati entrambi e non solo quello “sede di dirigente scolastico”.

Applicazione ministeriale

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Codice Appalti, le novità del decreto Sblocca Cantieri

Mar, 16/07/2019 - 19:01

Il Ministero nella 16056/2019 ha reso pubbliche le modifiche introdotte al D.Lgs. 50/2016 dal D.L. 32/2019, c.d. Decreto “Sblocca Cantieri”,
convertito con modifiche dalla Legge 14 giugno 2019, n. 55, entrata in vigore il 18 giugno 2019.

Queste le principali modifiche:

– l’adozione, entro 180 giorni dall’entrata in vigore dalla predetta disposizione, di un regolamento “unico” di esecuzione, attuazione e integrazione del D.Lgs. 50/2016 che, subentrerà alle Linee Guida A.N.AC e ai DD.MM vigenti (pag. 9);
– le procedure sotto soglia di cui all’art. 36, comma 2, del Codice (pagg. 33-36);
– i criteri di aggiudicazione degli appalti, tenendo conto che, ai sensi dell’art. 36, comma 9-bis del Codice, nelle procedure sotto soglia, le Stazioni Appaltanti godono di piena discrezionalità nella scelta del criterio di aggiudicazione, fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 97 (pag. 56);
– la sospensione, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020, dell’obbligo di selezionare i commissari tra gli esperti iscritti all’Albo istituto presso l’A.N.AC. di cui all’art. 78 del Codice (pag. 67);
– l’applicabilità ai settori ordinari, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020, della disposizione di cui all’art. 133, comma 8 del Codice, la quale prevede per le Stazioni Appaltanti la possibilità, ove prevista negli atti di gara, di esaminare prima le Buste B (offerta tecnica) e C (offerta economica) e, solo in un secondo momento, la Busta A (documentazione amministrativa) (pag. 75);
– i criteri di fissazione delle soglie di anomalia di cui all’art. 97 del Codice (pag. 82);
– l’introduzione, all’art. 36 del Codice, del comma 6-ter, secondo il quale, nelle procedure di affidamento effettuate nell’ambito dei mercati elettronici, la stazione appaltante verifica, oltre ai requisiti speciali, anche il possesso dei requisiti generali qualora l’Aggiudicatario
non rientri tra gli operatori economici verificati a campione nell’ambito del Mercato Elettronico (pag. 87);
– l’introduzione, all’art. 80, comma 5, della lettera c-quater), la quale prevede l’esclusione dalle gare dell’operatore economico che abbia commesso grave inadempimento nei confronti di uno o più subappaltatori, riconosciuto o accertato con sentenza passata in giudicato (pag. 86);
– la sospensione, in via sperimentale, dell’obbligo di indicazione delle terna dei subappaltatori in sede di offerta, nonché di effettuare le verifiche in sede di gara, di cui all’articolo 80 del Codice, riferite al subappaltatore. E’ previsto, altresì, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020, l’obbligo per le Stazioni Appaltanti di indicare il subappalto nel bando di gara che, in ogni caso, non può superare il 40% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture (pag. 91).

Le istruzioni sono disponibili:
• sul sito istituzionale del MIUR, al seguente link:
http://www.miur.gov.it/web/guest/pubblicazioni ;
• sull’Help Desk Amministrativo Contabile, nella sezione “Attività negoziali”.
In caso di quesiti è possibile richiedere assistenza scrivendo all’Help Desk Amministrativo Contabile (HDAC), accedendo al seguente link:
https://miurjb14.pubblica.istruzione.it/hdac/indexcontesti

nota miur

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Ragazzo autistico si diploma insieme alla madre. Lo ha seguito a scuola per 5 anni

Mar, 16/07/2019 - 18:05

Come riferisce l’Espresso,  durante i primi giorni di scuole del primo anno, il ragazzo, in situazioni per lui di disagio, reagiva con sputi, grida e gesti quali ribaltare banchi e spaccare occhiali.

Il dirigente ha convocato i genitori, dicendo loro che il ragazzo poteva frequentare “solo se al suo fianco c’è qualcuno che lo aiuti”.

La mamma non esitato ed ha seguito il figlio per 5 anni, conseguendo il diploma di tecnico agrario insieme al figlio.

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Concorso dirigenti scolastici, verso impugnazione graduatorie vincitori. Tar sospende giudizi su altri ricorsi in attesa del CdS. Lettera

Mar, 16/07/2019 - 17:47

Si è trattato della prima udienza a seguito dell’emissione delle ordinanze cautelari gemelle, con le quali il Consiglio di Stato, sezione VI, ha sospeso l’efficacia delle sentenze del Tar n. 8655/2019, n. 8670/2019, che hanno disposto l’annullamento del concorso per dirigenti scolastici 2017.

Un’udienza molto attesa quella odierna, dalla quale si facevano discendere scenari tendenzialmente volti verso una possibile sentenza, che, sulla scia dei provvedimenti emessi a seguito del 2 luglio 2019, dichiarasse i ricorsi improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.

Purtuttavia, gli esiti prospettati non tenevano in debito conto l’attenzione che il Tar avrebbe riservato alla sospensiva concessa al Miur dal Cds.
Ed infatti, pur non potendo disattendere il provvedimento cautelare adottato dal Cds, senza necessariamente condividerlo, il Tribunale ha scelto di aspettare prudentemente il 17 ottobre 2019, data in cui il Cds dovrà pronunciarsi sul merito dell’appello proposto dal MIUR, nonché dell’appello incidentale depositato dai ricorrenti coinvolti nel giudizio di secondo grado.

Prospettando l’impugnazione della graduatoria dei vincitori (con riserva), il Tar ha temporaneamente assunto il ruolo di spettatore, palesando di non manifestare interesse per le istanze cautelari avanzate dai ricorrenti, propendendo, invece, per una corsa verso l’esame del merito dei ricorsi, semmai ciò si rendesse necessario.

Noi ricorrenti, possibilmente errando, cogliamo un positivo messaggio tra le pieghe della linea procedurale adottata oggi dal Tribunale.

Indubbiamente, se il Cds il 17.10.2019 confermerà la sentenza di annullamento, il Tar dichiarerà l’improcedibilità dei diversi ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse.

Nel caso opposto, invece, il Tribunale si dimostra pronto a riesaminare nel merito tutti i ricorsi pendenti in primo grado e, conseguentemente, le nuove censure con gli stessi proposte, alcune delle quali potrebbero importare, per la loro forza e portata, una nuova pronuncia di annullamento della procedura.

Il Tar, sin dal 2 luglio, ha dato applicazione al diritto, privilegiando l’interesse pubblico, ma non sotto il profilo del sostegno all’immissione in ruolo (ed a tutti i costi) dei nuovi dirigenti scolastici entro il primo settembre corrente anno.

Piuttosto, nel sacrale rispetto di un diritto scevro da esigenze contingenti, le epocali pronunce del Tribunale hanno posto l’accento sul diverso aspetto della salvaguardia del principio costituzionalmente garantito dell’accesso agli impieghi delle pubbliche amministrazioni attraverso un pubblico concorso, legittimo, trasparente ed ispirato alla legalità. Ed è questa linea che ha mosso anche oggi l’agire del Tar.

E nel frattempo, quei 400 aspiranti Ds, temporaneamente salvati dalla sospensiva, ma che risulterebbero esclusi dalla graduatoria finale per punteggio insufficiente (essendo soltanto 2.900 i posti previsti dal concorso), chiedono a gran voce di essere dichiarati vincitori!

L’istanza è quella di vedersi inseriti in una graduatoria a scorrimento, che consentirebbe loro l’immissione in ruolo nei prossimi anni.

Ovviamente, c’è chi sostiene il loro desiderio, ma c’è anche chi si chiede, innocentemente, quale vittoria costoro possano vantare. Non si dimentichi che la procedura è allo stato annullata, che la graduatoria sarà approvata con riserva! E’ forse giunto il momento di fermarsi ad implorare la corretta applicazione del diritto, che non soltanto appare da molti dimenticata, ma anche calpestata?

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Regionalizzazione scuola, “Vedremo dissolversi il cuore storico-letterario della nostra civiltà e il sentire comune”. Lettera

Mar, 16/07/2019 - 17:46

L’eliminazione dei dazi doganali, certo. Idem una moneta unica dalle Alpi al Lilibeo. Un solo mercato, un unico esercito. Ma il punto era un altro. Il punto era quello di favorire l’unità spirituale (oggi diremmo culturale) delle genti dello Stivale, in modo che divenissero un solo popolo.

Pensò, quel giovane uomo, di poter dare un contributo a questa impresa scrivendo un libro che non fosse di tale rarefatto argomento e tale prezioso stile da poter essere letto solo in ambienti ultra selezionati, ma da chiunque fosse abbastanza alfabetizzato e nutrisse amore per la cultura.

Nacquero così – dopo una lunghissima gestazione e quello che oggi chiameremmo un team work – I Promessi Sposi.

Il romanzo raggiunse e realizzò il suo scopo lungo circa un secolo e mezzo. Diventato parte integrante del Programma di Italiano in tutti, o quasi, gli ordini di scuola, regalò agli italiani un mondo fatto di personaggi, situazioni, riflessioni, sentimenti, di tale ricchezza da toccare buona parte dell’umana esperienza, e da far sì che ciascuno potesse riconoscervi buona parte della propria. L’impronta cattolica vi era presente in misura e modo tali da poter essere accettata anche da chi cattolico non era, e politicamente le stimmate di un pur cauto progressismo lo rendevano accetto alla maggioranza dei lettori. Soprattutto era (e rimane) un capolavoro di tale grandezza che il suo mondo poetico si comunicava al lettore vivido e vibrante di sentimenti, e andava così a costituire un patrimonio comune, così che ciascun italiano, parlando con un altro italiano, poteva fare ad esso riferimento sicuro di essere compreso.

Negli anni, con il diffondersi della scolarizzazione, si impose sempre più come “libro per tutti” – così lo definisce ancora una ventina di anni fa il critico Vittorio Spinazzola – in ciò facilitato dal genere letterario cui appartiene, il romanzo appunto, assai più vicino alla sensibilità moderna di quanto non sia qualunque espressione in versi. Insomma la letteratura italiana non ha avuto inizio con i Promessi Sposi (in realtà ha avuto inizio con la letteratura latina) ma certo nei Promessi Sposi ha trovato, insieme al capolavoro letterario, l’elaborazione di un progetto politico-culturale di alto livello e indubbio successo.

Questa esigenza di un comune sentire che sia alla base del principio di nazionalità, il quale altrimenti rimane appannaggio di sparute élites, trova oggi ma non da oggi numerosi e fieri avversari. Uno di questi è costituito dal naufragio del concetto stesso di programma scolastico, già sbriciolato da una miriade di inutili progetti, dalla presenza nelle classi di giovani alloglotti mal gestiti, dalla cosiddetta e fumosa “didattica per competenze”, e che verosimilmente subirà a breve un colpo mortale dalla regionalizzazione della scuola, che si profila in prima fase per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e poi chissà.

Sul punto il ministro Bussetti nei suoi interventi pubblici è cauto, ma sono i fatti stessi che gridano dai tetti. Se oggi non esiste l’obbligo di attenersi a un consolidato programma di materia, ma soltanto a delle generiche linee-guida, e la didattica à la page autorizza la più disinvolta creatività, cosa si potrà eccepire quando gli Uffici Cultura delle regioni invieranno ai dirigenti il plico telematico con richiesta di “Valorizzare il vernacolo meneghino attraverso l’immortale poesia di Carlo Porta” o “Attribuire il giusto valore al pensiero filosofico-politico di Carlo Cattaneo”, o ancora l’intimazione “Ricorre oggi l’anniversario della morte del sommo drammaturgo Angelo Beolco detto Ruzante: si dia congruo spazio all’evento”? Vedremo autori finora considerati minori assurgere a vette impensate, calare nell’ombra dei veri giganti; movimenti, epoche intere sbianchettate, esaltate misere nicchie storiche. Vedremo frammentarsi e quindi dissolversi il cuore storico-letterario della nostra civiltà, quel cuore per cui ogni italiano, dovunque sia nato e abbia studiato, è tale.

Perché sia chiaro: tutto questo accadrà, se il progetto avrà seguito. Non subito, ma col tempo accadrà. La scuola, come la vita, non si spacchetta: non ha senso decidere di assunzioni, stipendi, trasferimenti, strutture, dotazioni, e i programmi, chissà perché, lasciarli così come stavano.

Che ne sarebbe allora, tra l’altro, del nostro Manzoni? Lui che, milanese DOC, sentì il bisogno di impadronirsi del fiorentino per poter parlare a tutti gli italiani, e a tale scopo soggiornò tre mesi in riva d’Arno, e di lì condusse nella casa di via Morone una giovane fiorentina per fare da tata ai suoi figli, ma in realtà in veste di consulente linguistica per lui? Certo sarebbe egli una bella pietra di inciampo per l’Ufficio Cultura della Regione poiché in un’ottica padana parrebbe, il suo, quasi un tradimento. E quell’ altro apostata, quel marchigiano Giacomo Leopardi che osava sprezzare il paese natio e si avventurava, in poesia e in prosa, nei massimi sistemi filosofici, nelle problematiche umane valide in ogni tempo e ogni luogo? E Ugo, nato nel lembo estremo d’Italia, che alla sua Patria dedicò tanto di vita e di opere? E Pirandello, e D’Annunzio?

Perché, a ben vedere, quasi tutta la nostra letteratura è fatta di autori che nascono nella tale città o nel tal borgo. Ma ben presto il loro sguardo si spinge più oltre, e più in alto. E in quella dimensione trovano la propria cifra artistica, quella per cui rimangono classici e li leggiamo tuttora, ma chissà per quanto.

*Alfonso Indelicato – Insegnante di Italiano e Storia – Consigliere comunale indipendente a Saronno

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Assistenti amministrativi FF DGSA: richiesta sollecito per nostra valorizzazione

Mar, 16/07/2019 - 17:40

In meno di quarantotto ore, una nostra richiesta ,  inviata a chi di competenza, pubblicata nei nostri gruppi, ha raggiunto 1267 firme e relativo consenso. Il risultato è stato inaspettato considerato il pochissimo tempo… e unico mezzo il tam tam attraverso i social .

Un aiuto considerevole ci è giunto dai colleghi di Aida,  Anquap e Feder Ata . A loro va il nostro più sentito ringraziamento. Ad affiancarci nella trattativa tutte le O.O. S.S. Confidiamo in loro.

Desideriamo inoltre informare che qualora altro personale scolastico , volesse appoggiare la nostra richiesta , può farlo attraverso il seguente link:

https://forms.gle/hqzJmKEKXc6cxhwi7

La lotta continua e noi non chiediamo altro che Giustizia, ma soprattutto che venga rispettato l’accordo del 24 aprile.

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Alternanza scuola-lavoro, Salvini: incrementare ore, soprattutto nei professionali

Mar, 16/07/2019 - 17:37
Riduzione ore

Ricordiamo che l’attuale Ministro Bussetti aveva deciso per il taglio delle ore di alternanza scuola-lavoro, fissando un minimo:

  • 180 ore negli Istituti Professionali
  • 150 ore negli Istituti Tecnici
  • 90 ore nei Licei.
Salvini: ore alternanza vanno aumentate

Contrariamente a quanto fatto da Bussetti,  come riferisce il Corriere della Sera, il Ministro Salvini, al termine dell’incontro di ieri, ha annunciato:

“implementare la proposta che ci è venuta da molti interventi questa mattina: più alternanza scuola-lavoro, soprattutto nei professionali”

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Invalsi classi II scuola secondaria II grado, certificazioni disponibili dal 23 luglio

Mar, 16/07/2019 - 17:14

Nello specifico, l’Istituto comunica che le certificazioni Invalsi per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di II grado – Prove 2019.

Questo il link in cui le citate certificazioni potranno essere scaricate.

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